Tela a molino

Gilberto Govi attinse più volte ai testi di Ugo Palmerini per creare alcuni dei suoi più felici spettacoli commedie quali Articolo Quinto, Barba e Cavelli e Quello Buonanima . Furono tutte, sempre, dei grandi successi, così come “Tela a molino”, meno conosciuta delle altre perché non ne è rimasta traccia, né in registrazioni video, né in quelle audio. Una trama semplice, ma resa accattivante e divertente dalla caratterizzazione dei personaggi che, nell'originale adattamento della Compagnia Teatrale Genova Spettacoli, riscopre momenti di pura comicità.
Annibale, il padrone di casa, conduce una vita da modesto impiegato e vive assieme alla moglie Cornelia ad al figlio Angelo, di cui è orgogliosissimo e che si è appena laureato. Ma la vita da “travet” non fa per Annibale, lui ha sogni ambiziosi, pensa ad un avvenire radioso per il figlio e non si pone limiti nello spendere e nel vantare le proprie possibilità economiche. Annibale si offre di ospitare in casa la sorella Ortensia, vedova e con una buona disponibilità economica, nella speranza che, trovandosi in un ambiente familiare, decida di non risposarsi e lasci quindi il suo patrimonio in eredità al nipote Angelo. L'arrivo della sorella, stravagante e pretenziosa, impone ad Annibale anche l'assunzione di una domestica, Michelina, che avrà il compito principale di assecondare tutti i desideri di Ortensia. Nello stesso caseggiato abitano il signor Evaristo, ancor giovane, ma in cassa integrazione e quindi dalle limitate risorse economiche, e la figlia Lisetta, segretamente innamorata di Angelo. Le cose si complicano perché Ortensia vuole convolare a nuove nozze e quindi l'eredità sembrerebbe sfumare, ma la sagacia di Cornelia saprà escogitare una semplice soluzione che garantirà al figlio “Tela a molino”, ovvero la possibilità di vincere sempre, qualunque cosa accada.

 

Mostra    

 

Gilberto Govi La Locandina Lo spot della mostra
La "Barca dei comici" Il dialetto La mostra
Lo spettacolo goviano La commedia La conferenza